Quali sono i rischi di fumare cannabis ricreativa e quali quelli di fumare sigarette di tabacco? Facciamo insieme il punto della situazione, pensando non solamente alla salute di chi fuma, ma anche di chi coltiva e lavora entrambe le foglie.
La cannabis: un modo per rilassarsi e per stimolare la creatività
In tutto il mondo milioni di persone fumano, che si tratti di tabacco o cannabis. Tuttavia, le differenze fra i due “fumi” sono radicali. È importante conoscerle per poter cambiare il proprio modo di affrontare questo argomento. Conoscere pregi e difetti della cannabis e del tabacco serve per scegliere più consapevolmente.
La cannabis ricreativa è da sempre utilizzata per ricercare motivazione nel lavoro ed aiuta ad aumentare e liberare le proprie energie creative. Nella storia sono moltissimi i casi di artisti e scrittori che durante le loro sessioni creative sono stati accompagnati dall’utilizzo di cannabis. Autori ed artisti di ogni genere, senza che vi fossero pregiudizi o timori. Sappiamo che ne facevano uso Victor Hugo e Alexandre Dumas, Louis Armstrong e Cab Calloway, i Beatles ed i Rolling Stones, David Bowie e Iggy Pop, Linda Blair e Neil Diamond… ma la lista è molto più lunga! Soprattutto nel mondo della musica, dove la cannabis ricopre un ruolo rilassante molto importante. Impossibile inoltre non citare il Brucaliffo di Lewis Caroll in Alice nel Paese delle Meraviglie che fuma narghilè, un esempio di come un tempo fumare o fare uso di cannabis non fosse visto negativamente come nei tempi moderni.
Le qualità ricreative della cannabis sono apprezzate e riconosciute in ogni angolo del mondo. Ognuno di noi reagisce diversamente alla cannabis ricreativa, tuttavia è risaputo, grazie alle esperienze dei creativi che hanno reso grande la storia del mondo, che un piccolo aiutino può solo aiutare! Attualmente, tuttavia, non è possibile effettuare studi su come la cannabis aiuta la creatività umana, a causa del divieto imposto sul suo utilizzo in diverse parti del mondo.
Il tabacco: pericoloso per chi lo fuma e per chi lo coltiva
Sebbene nell’immediato il tabacco dia un senso di pace e di rilassamento, è nel lungo termine che può portare ad un senso di depressione, che ostacola la creatività e riduce la motivazione al lavoro ed alle proprie passioni. Il tabacco risulta essere più aggressivo verso il nostro organismo, contenendo sostante che lo inibiscono e lo indeboliscono. Ogni anno, in tutto il mondo, sono più di otto milioni le persone che muoiono a causa del fumo, attivo e passivo.
Tuttavia, i problemi legati al tabacco non sono solamente a carico dei consumatori, ma anche dei produttori. La neurotossina nicotina, infatti, viene assorbita attraverso la pelle quando le foglie verdi e fresche sono bagnate. Questo particolare assorbimento può provocare un avvelenamento acuto da nicotina, conosciuto come malattia del tabacco verde. Essa provoca vertigini, nausea, vomito, mal di testa e debolezza muscolare. Al contrario del fumo, che colpisce principalmente i polmoni, un avvelenamento acuto da nicotina può colpire l’intero corpo.
Il problema però non è solamente legato alla salute dell’uomo, ma anche a quella del pianeta. La coltivazione di tabacco, infatti, influisce negativamente lungo tutta la sua filiera, fin dall’inizio della coltivazione. Si parte dal disboscamento per lasciare spazio a nuovi campi, in Africa, in Asia ed in America del Sud; si passa alla lisciviazione del terreno, poiché il tabacco è una coltura che necessità moltissima acqua e nutrienti; la combustione, necessaria per far essiccare le foglie di tabacco una volta raccolte. E poi loro, le sigarette, con filtri in fibre di plastica, difficili da biodegradare e da ripulire dalle tossine del fumo. Ed ovviamente anche le cattive abitudini dei fumatori, che lasciano le loro sigarette a terre, ignari del danno ulteriore che fanno all’ambiente che li circonda. Il problema legato al tabacco diventa di conseguenza globale, impattando sia noi umani che la natura intorno a noi.
Se gli effetti del consumo di tabacco sulla salute dell’uomo sono ben noti, quelli legati alla sua coltivazione sono spesso sconosciuti al pubblico, che non si rende conto di quanto questa sia una pessima abitudine per tutti. La stessa OMS ha più volte dichiarato di come sia fondamentale portare a conoscenza i fumatori, e non solo. Si tratta di una situazione particolare complicata, poiché il tabacco smuove oltre 700 miliardi di dollari (dati del 2017) in tutto il mondo, rendendolo, insieme all’industria delle armi, una delle industrie più redditizie del mondo.
L’industria del tabacco è in costante crescita, la stessa quantità di tabacco raccolto negli ultimi cinquant’anni è quasi raddoppiata. Nel 1963 ammontava a 4,3 tonnellate mentre le 2013 si sono sfiorate le 7,5 tonnellate. I maggiori produttori di tabacco sono la Cina, il Brasile e l’India. Si stima che, allineando tutti i campi di tabacco del mondo, si verrebbe a formare un’area più grande della Svizzera. Tuttavia parliamo di un terreno difficile da riutilizzare successivamente al tabacco, poiché il tabacco sfrutta il terreno in modo aggressivo e soprattutto perché durante la coltivazione vengono usate moltissime sostante chimiche.
“Il tabacco è un prodotto costantemente insostenibile, dall’inizio alla fine”, afferma Sonja von Eichborn, coautrice dello studio “Tabacco: antisocial, ingiusto, dannoso per l’ambiente”. Infatti, uccide il terreno in cui viene coltivato, uccide i suoi lavoratori ed infine uccide i suoi consumatori. Sebbene anche la cannabis necessiti di particolari attenzioni durante la sua coltivazione, si tratta di una coltivazione più naturale, che non introduce particolari sostanze chimiche aggiuntive, come invece avviene per quanto riguarda il tabacco.
Il problema legato alle sostanze chimiche impiegate nella coltivazione del tabacco dovrebbe interessare ognuno di noi, non solo i fumatori. Infatti, i pesticidi, i fungicidi e gli insetticidi che vengono impiegati nella coltivazione del tabacco sono spesso prodotti che in Europa sono stati vietati, poiché altamente pericolosi per la salute di flora e fauna. L’Europa si sta mal abituando ad esportare i propri problemi ambientali, delegandoli a Paesi in via di sviluppo ed in forte difficoltà economica in confronto ai Paesi più forti.
Tabacco VS Cannabis: salute ed ambiente
È fondamentale mettere a confronto tabacco e cannabis, per comprendere pro e contro di entrambi. Se la coltivazione è per entrambi complicata, sappiamo però che la coltivazione di cannabis non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche, mentre quella del tabacco sì. Sappiamo che la cannabis è un’alleata della creatività umana, mentre il tabacco provoca depressione. La cannabis non provoca morti da overdose, mentre per i danni provocati dal tabacco ogni anno muoiono oltre 8 milioni di persone.
Eppure, nel mondo moderno, il tabacco è buono, mentre la cannabis è cattiva. Una visione che in tempi andati era ben diversa, ma che si è modificata per stare al passo con la crescita economica dell’industria del tabacco.
Fondamentale è cambiare la rotta, dare spazio alla cannabis, sia medica che ricreativa. Può essere una grande alleata dell’uomo.